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1922 Rakov Škocjan – LA CASERMA DELLA REGIA GUARDIA DI FINANZA DI SAN CANZIANO

11. 05. 2014

Slovenski prispevek – articolo sloveno

ultimazione dei lavori di costruzione – anno 1922 (fonte: Archivio Museo Storico della  Guardia di Finanza – Roma)

La caserma R.g.F. San Canziano

Con la firma del Trattato di Rapallo, il 12 novembre 1920, il Regno d’Italia e il Regno dei Serbi, Croati e Sloveni stabiliscono consensualmente il confine tra i due Stati e le rispettive sovranità.

Da parte italiana è forte l’esigenza di consolidare il nuovo confine orientale in un territorio completamente sprovvisto di ogni sistema di vigilanza e difesa e caratterizzato da un ambiente naturale particolarmente ostile: la parte settentrionale della frontiera è dominata da rilievi che superano abbondantemente i 2000 metri, procedendo verso sud s’incontrano le aree paludose nei dintorni di Planina, per poi imbattersi nelle vaste aree boschive nella zona del Monte Nevoso (Snežnik).

Nel 1921 iniziano i lavori di posa dei cippi confinari (mejnik) sotto la direzione della “Commissione Mista Italo-S.H.S. per la Delimitazione dei Confini” e contestualmente si da avvio alla progettazione del sistema di caserme per tutti i Corpi addetti a vario titolo alla vigilanza della frontiera.

Erano presenti sul confine: gli Agenti di Pubblica Sicurezza (compiti di direzione e controllo), i Carabinieri Reali (controllo documenti ai valichi di 1^ Categoria e servizio di “retrovalico”), la Regia Guardia di Finanza (vigilanza fiscale), il Regio Esercito (vigilanza militare) e la Milizia Confinaria (vigilanza politica). Il Regio Esercito viene sostituito nel 1937 dalla Guardia alla Frontiera (G.a.F).

La Regia Guardia di Finanza (R.G.F.), a causa dei suoi peculiari compiti di vigilanza fiscale delle frontiere, viene dotato del sistema di caserme più numeroso e capillare tra tutti i corpi di polizia italiani che presidiano la frontiera italo-jugoslava.

Nel 1922 sono costruite ben 55 caserme per la R. Guardia di Finanza distribuite lungo il confine da Monte Forno (Peč) a Fiume (Rijeka). Gli edifici (chiamati in gergo tecnico “padiglioni”) sono costruiti in legno, dotati di due piani e con pianta rettangolare o a forma di “T” oppure di “L”. All’inizio degli anni ’30 le caserme sono rivestite in mattoni o in pietra e durante la guerra vengono quasi tutte attaccate e distrutte.

Allo stato attuale solo rare caserme sono arrivate intatte ai giorni nostri. Nella maggior parte dei casi al loro posto c’è un cumulo di macerie, in altri è stato costruito un nuovo fabbricato, in altri ancora rimangono solo deboli tracce, spesso difficili da interpretare.

Per quanto riguarda i dintorni di Cerknica, erano presenti le caserme della R.G.F. a San Canziano (Rakov Škocjan), Monte Pomario (Veliki Javornik) e Sasso Grosso (Debeli kamen). Le ultime due sono state rintracciate senza particolari problemi: di entrambe si conserva il basamento in pietra ormai invaso da una fitta vegetazione. L’individuazione della caserma di “San Canziano / Rakov Škocjan” invece è stata più difficile a causa delle maggiori trasformazioni subite da quel territorio.

Il caso è stato risolto con l’incrocio di dati cartografici di varia natura. Le informazioni di base provenienti dalla cartografia dell’I.G.M. (Istituto Geografico Militare) del 1937 illustrano chiaramente che la caserma di San Canziano sorgeva nel sito dove oggi c’è il “Hotel Rakov Škocjan” (lo stesso documento mostra anche la posizione della caserma della Guardia alla Frontiera – G.a.F – in località Globoščak, oggi allo stato di rovina). Sulle mappe le caserme sono indicate entrambe con la scritta “Cas.ma”.

I dati dell’I.G.M. sono stati convalidati dalle mappe reperite presso il catasto sloveno che riportano il contorno di un edificio dalla pianta del tutto compatibile con quella della caserma R.G.F. di San Canziano ritratta nell’unica fotografia disponibile del “padiglione” custodita presso l’Archivio del Museo Storico della Guardia di Finanza di Roma.

Le ricerche sul campo aggiungono inoltre un’altra inconfutabile prova dell’esistenza di un edificio militare nell’area: nei pressi dell’hotel infatti sono presenti dei “nidi di mitragliatrici”, elementi di difesa comuni a tutte le caserme della R. Guardia di Finanza presenti lungo il confine.

Da tutto ciò si deduce che la struttura del Hotel Rakov Škocjan sorge nello stesso sito del padiglione della Regia Guardia di Finanza o perlomeno nelle sue immediate vicinanze. Nel primo caso la struttura dell’hotel potrebbe addirittura inglobare e nascondere parti della vecchia caserma italiana.

Con questa scoperta, un altro aspetto del “Rapalska Meja” è stato chiarito. Un altro passo verso una più completa conoscenza della vecchia frontiera italo-jugoslava e del travagliato passato di questa terra di confine.

I “padiglioni” della Regia Guardia di Finanza sono stati oggetto di un approfondito studio da parte di Michele Di Bartolomeo e Federico Sancimino che, con numerose escursioni nei territori del “Rapalska Meja”, hanno individuato 50 delle 55 caserme (o ciò che ne rimane) distribuite dal Monte Forno (Peč) a Fiume (Rijeka). Alla ricerca è dedicato un apposito spazio all’interno del libro dal titolo “Dal primo colpo all’ultima frontiera – La Guardia di Finanza a Gorizia e provincia: una storia lunga un secolo”, edito dalla “LEG – Libreria Editrice Goriziana”, che sarà presentato a Gorizia il giorno 23 maggio 2014 all’interno di “èStoria – X Festival Internazionale della Storia” (www.estoria.it).

CASERMA R.G.F. DI SAN CANZIANO (RAKOV ŠKOCJAN)

CASERMA R.G.F. DI MONTE POMARIO (VELIKI JAVORNIK)

CASERMA R.G.F. DI SASSO GROSSO (DEBELI KAMEN)

Articolo: Michele Di Bartolomeo

Luogo: San Canziano, Monte Pomario, Sasso Grosso
Data: 1922
Autore: ignoto
Collezione: L’archivio della Regia Guardia di Finanza, Roma
Scansione: dati non disponibili
Forma: documento scansionato

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